Il contributo della Finanza Sostenibile per una transizione giusta ed inclusiva

Per raggiungere la neutralità climatica e rispettare gli Accordi di Parigi riducendo di pari passo emissioni di CO2 e disuguaglianze, la finanza sostenibile può dare un contributo cruciale. Conciliando infatti i fattori ambientali con quelli sociali e di buona governance (ESG), l’approccio della finanza sostenibile promuove una transizione ecologica equa e inclusiva. Lo scorso 1 ottobre questo tema è stato al centro del webinar di presentazione di ESGeneration Italy, iniziativa promossa da Borsa Italiana (parte del gruppo Euronext), Forum per la Finanza Sostenibile e FeBAF per consolidare un ruolo attivo dell’Italia nella finanza sostenibile a livello globale, sostenendo il posizionamento internazionale della comunità finanziaria e contribuendo alla diffusione della cultura della sostenibilità attraverso la condivisione di analisi e di buone pratiche.

ESGeneration Italy è parte del network Financial Centers for Sustainability (FC4S), la rete globale dei centri finanziari per la sostenibilità. Al webinar ha partecipato Stephen Nolan, direttore di FC4S, evidenziando l’importanza degli investimenti finanziari per allineare le economie all’Accordo di Parigi e agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Da sole, infatti, filantropia e iniziative di responsabilità sociale d’impresa non sono sufficienti per vincere la sfida di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° e raggiungere la neutralità climatica al 2050.

Uno dei nodi riguarda la creazione di condizioni ottimali per facilitare gli investimenti per la transizione: per esempio, la fissazione di obiettivi chiari, la costruzione di un sistema di classificazione coerente al servizio degli investitori e, non ultimo, lo snellimento delle procedure amministrative. La Sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica Ilaria Fontana, intervenendo al webinar, ha sottolineato come, accanto a una transizione ecologica ed energetica ne serva anche una burocratica per garantire tempi certi per gli investimenti.

Un altro aspetto da considerare per garantire che la transizione avvenga in modo efficace riguarda la gestione delle sue ricadute sociali. La Sottosegretaria Fontana ha evidenziato l’importanza di non creare nuove disuguaglianze nell’attuazione della transizione energetica. Gli aspetti sociali della transizione sono anche tra i temi presenti nell’agenda del G20 a guida italiana. Per Ivan Faiella, Senior economist della Banca d’Italia e coordinatore della Task force del G20 sulla finanza sostenibile, dopo l’affermarsi dei temi ambientali, l’attualità sta adesso dimostrando l’importanza di tenere in considerazione le conseguenze sociali dei grandi cambiamenti in atto. Il forte aumento dei prezzi del gas delle ultime settimane ha portato in primo piano la necessità di accompagnare il percorso di decarbonizzazione con misure in grado di ammortizzarne gli impatti sulle fasce più fragili della popolazione. Altre sfide arrivano dalla perdita di posti di lavoro a seguito della graduale trasformazione di interi segmenti economici ad alte emissioni (come le centrali a carbone).

Non è un caso che il concetto di giusta transizione, oggi introdotto nelle sue politiche anche dalla Commissione europea, sia stato inizialmente applicato proprio all’ambito del lavoro, per sottolineare la necessità di allineare politiche occupazionali e sociali e agenda climatica. Nel 2014, prima della Conferenza di Parigi sul clima, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) evidenziava l’importanza di promuovere una transizione giusta verso un’economia a ridotte emissioni, per garantire a tutti il diritto a un lavoro dignitoso.

Secondo i dati forniti dal professor Luciano Monti dell’università LUISS – coordinatore del gruppo di lavoro dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) sull’obiettivo 8 dell’Agenda 2030 (dedicato a crescita economica e lavoro dignitoso) – nei prossimi anni verranno meno in Europa 340mila posti di lavoro nel settore al carbone (445 in Sardegna, 713 Puglia e 544 in Lazio). I lavoratori andranno ricollocati, puntando su settori economici che si conciliano con un’economia a ridotte emissioni, come le energie rinnovabili o le filiere del riuso e del riciclo.

Una sfida cruciale per la finanza sostenibile è dunque tenere insieme i fattori ambientali, sociali e di governance. Un esempio concreto di impegno per una giusta transizione è quello di Enel, primo soggetto a emettere sustainability-linked bond per oltre 14 miliardi di euro dal 2019 ad oggi. Come illustrato durante il webinar da Giulia Genuardi, responsabile Sostenibilità di Enel, i proventi di queste obbligazioni stanno finanziando il cambio del mix energetico e del modello di business. L’obiettivo, infatti, è duplice: da un lato, arrivare all’80% di energia prodotta da fonti rinnovabili al 2030; dall’altro, la riqualificazione e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori del settore termoelettrico, che dovranno essere impiegati in altri ambiti.

Un esempio del contributo positivo che la finanza sostenibile può apportare per accompagnare i cambiamenti in atto, limitarne i costi sociali e fare in modo che i benefici siano il più possibile diffusi. In questo senso, l’iniziativa ESGeneration Italy è un contributo importante della comunità finanziaria italiana per una transizione ecologica efficace e inclusiva.

Luca Perrone

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