Nuove regole sulle detrazioni fiscali 2026: limiti più severi per redditi alti, calcolo legato ai figli a carico e inclusione dei redditi da imposte sostitutive. Ecco cosa cambia.
Con l’avvento del nuovo anno fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto importanti novità nel sistema delle detrazioni fiscali per l’anno 2026, come previsto dalla circolare n. 6/2025. Il riordino riguarda soprattutto i contribuenti con redditi elevati, ridefinendo in modo significativo le modalità di calcolo e i limiti di spesa detraibile in relazione alla composizione familiare e all’ammontare del reddito complessivo, includendo anche redditi soggetti a imposte sostitutive.
Nuova soglia di reddito e inclusione dei redditi da imposte sostitutive
La principale innovazione consiste nell’introduzione di una soglia di ingresso per le detrazioni fissata a 75.000 euro di reddito complessivo. Non si tratta più di un calcolo riferito esclusivamente alla base imponibile ordinaria, bensì comprende anche redditi derivanti da regimi particolari come la cedolare secca sugli affitti, il regime forfettario per le partite IVA e altri redditi assoggettati a imposte sostitutive, come le mance nel settore turistico. Questa inclusione amplia il perimetro di contribuenti interessati dal nuovo sistema, con un impatto rilevante soprattutto per le fasce di reddito medio-alte che spesso usufruivano di detrazioni più ampie.
Per chi eccede tale soglia, il diritto alle detrazioni – solitamente calcolate al 19%, ma con aliquote maggiori per specifici bonus – viene ora soggetto a un tetto massimo, determinato da una formula che incrocia la fascia di reddito con un coefficiente legato al numero di figli a carico.

Novità per le detrazioni fiscali – Finanzamilano.it
La riforma introduce un meccanismo di calcolo che penalizza chi non ha figli a carico, applicando un moltiplicatore di 0,50 sull’Importo Base di riferimento, ossia una riduzione del 50% della spesa detraibile. Questo moltiplicatore cresce progressivamente con il numero di figli: 0,70 per un figlio, 0,85 per due figli e 1,00 – ovvero la quota piena – per nuclei familiari con almeno tre figli o con un figlio disabile riconosciuto.
Questa scelta normativa trasforma profondamente la gestione della dichiarazione dei redditi, obbligando i contribuenti a una selezione accurata delle spese da portare in detrazione, soprattutto in presenza di redditi elevati e nuclei familiari con pochi o nessun figlio.
Analizzando i limiti concreti, per i contribuenti con reddito tra 75.001 e 100.000 euro, l’importo base massimo per le detrazioni è fissato a 14.000 euro. Tuttavia, la reale cifra detraibile varia in base al nucleo familiare: un contribuente senza figli può detrarre massimo 7.000 euro, mentre chi ha un figlio arriva a 9.800 euro e con due figli a 11.900 euro. Solo le famiglie numerose o con figli disabili possono accedere all’intero massimale.
La situazione si aggrava per i redditi superiori ai 100.000 euro, dove l’importo base scende a 8.000 euro. In questa fascia, un soggetto senza figli può detrarre al massimo 4.000 euro; con un figlio il limite sale a 5.600 euro, con due figli a 6.800 euro, mentre il tetto massimo di 8.000 euro è riservato solo a chi ha tre o più figli o un figlio disabile.
Questo meccanismo comporta un taglio radicale dei benefici fiscali per i nuclei familiari più piccoli con redditi elevati, con riduzioni che, in certi casi, possono superare anche di dieci volte i valori precedenti.
Il legislatore ha comunque previsto alcune eccezioni significative preservando la detraibilità senza limiti di alcune categorie di spese considerate essenziali o già contrattualizzate. Rientrano in queste:
- le spese sanitarie oltre la franchigia di 129,11 euro;
- gli interessi passivi sui mutui stipulati entro il 31 dicembre 2024;
- le rate annuali relative a lavori di ristrutturazione edilizia o interventi di recupero avviati prima del 2025;
- gli investimenti in startup innovative e PMI.
Queste misure garantiscono una continuità nel supporto a spese di carattere sociale e strategico, non soggette ai nuovi massimali e quindi pienamente detraibili.

Detrazioni: cosa cambia nel 2026 - Finanzamilano.it






